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VISITA ALLA CONFRATERNITA DI VILLAFALLETTO

 

LA “NERA” IN ROSSO

VILLAFALLETTO – Un gioiello dell’arte barocca tornato al suo antico splendore e che lascia incantato il visitatore, specie ora che le pareti interne dell’edificio sono state addobbate di ricchi paramenti in tessuto rosso bordato di fregi dorati. E’ la chiesa della Confraternita della Misericordia detta la “Nera” (dal colore dei vestiti indossati dai confratelli) la cui facciata dà su corso Umberto I nel centro storico di Villafalletto.
Un prezioso monumento già assai conosciuto, perché luogo (e in tal caso la chiesa è addobbata con i drappi neri del lutto) della celebrazione, ogni quattro anni, dello storico “Mortorio”, la processione del Cristo morto durante la settimana santa con centinaia di personaggi in costume. Da qualche anno il sito è entrato a far parte dell’itinerario turistico delle Terre dei Savoia, che tocca alcune perle delle creazioni artistiche dei nostri antenati.
La chiesa della Confraternita si può visitare ogni sabato dalle ore 17 alle 18. In altro orario solo su appuntamento, telefonando al rettore (339/4896010). E’ il secondo anno che viene ripresa nuovamente la tradizionale abitudine, da tempo caduta in disuso, di addobbare l’interno con stoffe rosse che lo rendono più maestoso, specialmente il presbiterio con il baldacchino sull’altare. Presenterà questo aspetto fino alla fine di ottobre.
La Confraternita della Misericordia è nata nel 1622 e la chiesa attuale fu costruita e decorata riccamente tra XVII e XVIII secolo. E’ dedicata a San Giovanni Battista decollato, la cui vita e il martirio sono rappresentati in una serie di quadri che adornano l’altare maggiore e le pareti. Ha navata unica, con due cappelle laterali: quella di sinistra è dedicata alla Consolata, con una tela che rappresenta “la Madonna e il beato Amedeo di Savoia con angeli”; quella a destra è dedicata all’Addolorata e presenta un dipinto in una cornice di pregevole fattura che raffigura “la Vergine trafitta da spade con i santi Bartolomeo e Giovanni della Croce”. Dietro l’altare maggiore vi è nell’abside un bel coro in legno intagliato del XVII secolo.
La chiesa è dotata di un pregevole organo, costruito tra 1848 e 1852 da Carlo Vittino di Centallo al posto di un precedente, opera settecentesca dell’organaro Landesio. E’ inserito in una splendida cassa lignea con decorazioni dorate e argentate. Sono iniziati i lavori di restauro, con autorizzazione della Soprintendenza e una spesa di oltre 60 mila euro, della cassa e della tribuna (ora nascoste da impalcatura che verrà rimossa ai primi di agosto) da parte della ditta Mairone & Pili di Sanfront, mentre quelli per l’organo sono stati affidati alla ditta Vegezzi Bossi di Centallo.


l.c.


(Pubblicato su “Corriere di Saluzzo” di giovedì 27 maggio 2010, pag. 21)

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