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L’antica RodulfiaIl borgo sorge là dove, in epoche precedenti il Mille, fu forse Rodolfo, conte di Auriate e vassallo dei Marchesi di Torino, a dare il proprio nome alla cittadina: Ruffia da Rodulfia. Ancora oggi il borgo mantiene intatta l’apparenza d’un antico ricetto, attraversato dalla “bealera” che alimenta le pale di un vecchio mulino idraulico particolarmente adatto alla macinazione del mais.
All’ingresso si viene accolti da un grande pilone; esso onora su un lato la Vergine Annunziata, sull’altro il Cristo deposto. Le pitture sono attribuito ad Oddone Pascale, figura eminente dell’arte piemontese del ‘500, che ha lasciato importanti opere in molti centri cuneesi ed anche nella vicina Liguria.
Il borgo antico di Ruffia propone, ancora oggi, un’atmosfera di quelle che si amano definire “a misura d’uomo”. Lo dimostra la piccola e raccolta piazza, memoria superstite e perciò rara di tipico borgo rurale raccolto attorno al castello protettivo. Il maniero fu dei Falletti, dei del Carretto e infine dei Cambiano di Ruffia che lo tennero fino alla Rivoluzione Francese. Nel castello fu attivo Lorenzo, figlio di Oddone Pascale e solo uno tra i tanti artisti che per il tutto il Cinque e parte del ‘600 avrebbero impreziosito l’edificio di decori in stile manierista.
Poi si raggiungono la Confraternita dell’Assunta, e quindi la chiesa parrocchiale di San Giacomo, che ospita una pala raffigurante il beato Pietro da Ruffia. Nato nel 1320 dai Cambiano, il giovane entrò nell’ordine di San Domenico; Papa Innocenzo VI lo nominò poi Inquisitore Generale per tutta l’alta Italia. Nel 1365 egli venne ucciso a Susa, in uno dei momenti più conflittuali della lotta a quella che allora veniva definita l’eresia valdese.
Ruffia si estende tra i corsi dei torrenti Varaita e Maira; area storicamente irrigua, vocata ad un’agricoltura di tipo intensivo e fortementa basata anche sull’allevamento. Il latte consente la presenza di attività casearie, tanto che il piccolo borgo fa parte della strada dei formaggi, un vero e proprio cheesepark istituito dalla Regione Piemonte e da diversi enti di promozione casearia e turistica.
Dalle attività cerealicole e dalla farina nascono delicati biscotti, in particolare i savoiardi, biscotti molto leggeri e friabili, che la tradizione vuole siano stati “inventati” presso la corte di Amedeo VI di Savoia, per un pranzo d’onore in occasione della visita del re di Francia nel 1348 circa. Ne parla anche Alexandre Dumas padre nel suo Grande dizionario di cucina.
L’evento clou dell’anno è costituito dalla grande Festa d’Estate, ritmata da suoni e musiche per ogni età ed eccellente occasione per degustare i formaggi e la pasticceria locali.
Municipio, Via Vittorio Veneto n. 22. Tel. 373207
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