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I Comuni

Narzole

Comune di NarzolePane per i denti di Napoleone

Quando nel 1796 era impegnato nella prima campagna d’Italia, Napoleone transitò anche per Narzole, si fermò a pranzo e passò la notte in una locanda del borgo. Non poteva sapere, l’ancora giovane generale, che dopo aver conquistato il Piemonte, la sua gendarmeria avrebbe trovate tra queste colline e questi boschi pane per i propri denti, sotto forma di una spavalda famiglia, i “Fratelli di Narzole”. Briganti per i francesi, patrioti per i concittadini, essi tennero infatti per anni in scacco le pur potenti polizie francesi. E si arresero solo dopo un terribile assedio, portato da centinaia di soldati, alla casa dove si erano asserragliati.

Belle chiese, eleganti edifici

Oggi Narzole non ha più nulla di brigantesco, anzi. Sorta in posizione panoramica sull’altopiano del Tanaro come sobborgo di Augusta Bagiennorum, fu poi aggregata al Comune di Cherasco, dalla cui dominazione si affrancò solo ai tempi dell’invasione napoleonica, diventando Comune autonomo nel 1802.

Il raccolto centro storico presenta eleganti edifici civili ed una serie di belle chiese, tra le quali spiccano la settecentesca Parrocchiale di S. Bernardo; la Confraternita di S. Rocco in stile romanico è stata recentemente restaurata; la piccola chiesa di San Pietro, anch’essa di origini romaniche si caratterizza per il singolare campanile di forme triangolari; infine, la Chiesa della Madonnina nel borgo omonimo.

Da ricordare il Beato Timoteo Giaccardo, che fu il primo Vicario generale della Società San Paolo, una “famiglia” composta da importanti congregazioni religiose, maschili e femminili, fondata dal fossanese beato Giacomo Alberione.

Dalle alture di Narzole è possibile ammirare un panorama davvero a perdita d’occhio dalle Langhe alle Alpi.

Una chicca gastronomica

La cugnàè una mostarda d’uva, nata per utilizzare i residui della vendemmia e la frutta sovrabbondante. È considerata un esempio di cucina rinascimentale, quando compariva sia sulle tavole aristocratiche che su quelle popolari. La differenza stava in ciò a cui la si accompagnava: perché, ormai nell800, Vittorio Emanuele II la abbinava a formidabili bolliti; mentre i contadini la usavano con la polenta.Lacugnà di Narzole è la riscoperta recente (operata nel 2003) d’una ricetta antica della tradizione locale. Accompagna benissimo i bolliti misti, ma anche i formaggi piemontesi come il Castelmagno.

Grandi tradizioni associative

Narzole ospita una gruppo davvero nutrito di associazioni culturali: non solo la Pro Loco, ma anche il Gruppo Storico “Il terzo Stato” (che evoca i tempi di Napoleone e dei briganti); la Società Filarmonica, fondata nel lontano 1857, che gestisce anche la Scuola di Musica; il Teatro di Narzole.

Le manifestazioni

Gli appuntamenti tradizionali di Narzole sono costituiti dalla Festa Patronale di San Bernardo ad Agosto; dal Raduno d’auto d’epoca a settembre; dall’ormai consolidata ed attesa Fiera Napoleonica (dei porri, dei puciu e della cugnà) a Novembre, nel corso della quale sfila il Gruppo Storico Terzo Stato, con il consueto accompagnamento della Società Filarmonica. La Fiera fu istituita nel 1809, nel corso della dominazione napoleonica del nostro territorio

Da alcuni anni si è imposta all’attenzione generale la Giottolanga, un pranzo itinerante sui sentieri napoleonici: si cammina, si mangia, si degustano vini pregiati, si ammirano paesaggi incantevoli.

Per informazioni

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