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L’antico feudo dei TapparelliLa storia del borgo si lega indissolubilmente al casato dei Tapparelli, che lo ebbero in feudo a partire dal ‘300, sebbene a prezzo di aspre contese con i Falletti. Contese che furono placate da Amedeo VIII di Savoia, che nel 1403 impose ai due casati la pacificazione, eternata nel motto d’acord.
Da allora i Tapparelli non si separarono più da questo borgo, fino agli anni estremi dell’800, quando già gli ultimi discendenti, in particolare Roberto e Massimo, avevano percorso da protagonisti le scene del Risorgimento nazionale.
Nel 1570, Benedetto Tapparelli diede avvio ad un grande ampliamento della residenza. Si circondò di una corte di artisti locali, Pietro Dolce, l’Arbasia, il Rossignolo, che avevano in comune gli anni di formazione vissuti a Roma, presso la fabbrica di San Pietro, segnata dal clima artistico instaurato dal grande Raffaello. È da quella esperienza che derivano le splendide decorazioni a grottesca che si estendono per un superficie di oltre 1000 metri quadrati, facendo di Lagnasco un unicum nel Rinascimento piemontese.
Il castello di ponente e quello di levante, insieme all’elegante ampliamento settecentesco, formano il cosiddetto complesso dei tre castelli. La visita è tutto un susseguirsi di suggestioni. Le scale del castello di ponente; la Sala della Giustizia, la Sala degli Scudi del castello di levante con le armi gentilizie dei grandi casati del Piemonte medievale. La loggetta, quasi invasa di figure grottesche; e l’affresco in cui il Monviso, il castello, i suoi giardini sono incastonati in scene di vita popolare.
Da segnalare ancora la cappella di San Gottardo, in cui è sepolto Emanuele Tapparelli d'Azeglio; e la Parrocchiale di Santa Maria.
Belle tenute con parchi e moderne cascine accompagnano all’ingresso del paese; tutte immerse tra pile gigantesche di ceste, pronte ad accogliere le mele e le pesche e le susine e i kiwi e tutta la frutta succulenta che si produce in questa distesa a perdita d’occhio di filari; che si vanta a ragione del titolo di Maggior polo frutticolo del Nord Ovest italiano. Dove non a caso vi ha sede l’Asprofrut Piemonte.
La principale manifestazione di Lagnasco non poteva non avere al proprio centro i frutteti. Suggestivamente, essa si svolge a fine marzo – inizio aprile, quando il territorio è "vestito" – letteralmente – di fiori.
Si tratta di Fruttinfiore, che propone l’esposizione delle macchine agricole, una galleria di stand legati all'agricoltura, bancarelle di produzioni biologiche nelle vie del paese, visite guidate nei campi col trenino di Fruttinfiore, degustazioni di prodotti locali, mostra di antichi attrezzi agricoli. Non mancano le regioni ospiti (nel 2006 è stato il turno della Sicilia).
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