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Le Riserve del Parco Fluviale del PoNel territorio di Faule si estendono due riserve naturali che fanno parte del sistema del parco fluviale del Po piemontese: la Riserva della confluenza del Pellice è quasi a metà tra qui e Casalgrasso, mentre quella della Confluenza del Pellice, non lontana dall’Area Attrezzata Fontane, si estende interamente nel territorio di Faule; è interessante osservarvi il fenomeno naturale delle risorgive. Il fiume in effetti è sintesi di storia e di quotidianità. Le chiuse in pietra che deviavano l’acqua verso i canali, consentivano l’alimentazione dei mulini; favorivano la pesca; e consentivano la presenza del mitico Porto di Faule, dove imbarcare i carichi per Torino.
Sembra che il nome del paese derivi da “fagulae” e che rimandi alla selva di faggi che si estendeva in queste terre popolate di liguri e di celti. Il borgo fu poi dominio dei Romagnano, ai quali si deve la primitiva costruzione del Castello. L’edificio, trasformato nel ‘700 in villa residenziale, testimonia ancora, soprattutto nel mastio e nella torre ornata di merli ghibellini, le complesse e tormentate vicende del borgo, soggetto ai Savoia – Acaja nel 1337 e poi dato in feudo ai Provana e ai Gautieri.
È un barocco essenziale, invece, quello che caratterizza le chiese, di cui è interessante osservare l’accurata dislocazione urbanistica: la parrocchiale di San Biagio, posta sulla piazza centrale dirimpetto al maniero; la Confraternita di San Rocco sulla via maestra; il Santuario della Madonna del Lago, ai margini del fiume.
E poi, le pitture murali e i tanti piloni votivi, all’incrocio delle vie campestri: tutti simboli di una devozione popolare che ancora oggi viene mantenuta in vita.
Molto caro alla devozione popolare, il Santuario sorge sul luogo dove in tempi antichi esisteva un semplice pilone. Ogni anno, il Santuario è il luogo di partenza di una suggestiva processione: la sera della prima domenica di settembre, la statua della Madonna del Lago viene portata in processione su di una barca per le vie del paese accompagnata da fedeli muniti di fiaccole per rischiarare il cammino.
Il terzo weekend di maggio,la Festa del Po propone, oltre a concerti, mostre di pittura, mostre fotografiche e proiezioni di filmati, anche escursioni guidate lungo il Po in compagnia degli accompagnatori naturalistici del Parco del Po Cuneese alla scoperta dei tesori naturali del grande fiume. La domenica è dedicata al mercatino. I momenti gastronomici sono ovviamente a base di pesce di fiume. A fine luglio, Notti d’estate propone rappresentazioni teatrali alternate a degustazioni e momenti musicali.
Il secondo weekend di ottobre, ecco la grandiosa Festa della Bagna Cauda, la più tipica delle ricette piemontesi, basata su prodotti mediterranei come l’olio e le acciughe, tradizionali commerci che si svolgevano lungo le vie del sale. Qualche cifra per rendere l’idea: ogni anno circa 100 volontari cucinano con 300 kg di acciughe e 200 kg di aglio, 1000 kg di Bagna Caöda, che viene poi distribuita ed abbinata a 800 kg di peperoni già preparati in estate, 600 kg di cardi, 600 kg di cipolle, 400 kg di patate, 400 kg di cavoli.
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