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Il "turriglio" e AlaricoPer salire al paese si percorre una strada a tornanti tra i boschi, che si dirama a partire dal turriglio, un misterioso edificio di origini romane, a cui gli studiosi non hanno ancora attribuito una funzione precisa; e d’altro canto, neppure sull’origine del toponimo si hanno certezze: forse deriva da Vittoria, la martire le cui spoglie sono conservate a Bra; forse si tratta di una dedica alla dea Victoria, in conseguenza del successo ottenuta qui sotto, nella piana di Pollenzo, dal generale Stilicone contro i visigoti di Alarico, nel 402 d. C..
Il castello, originario dell’XI secolo e poi rifatto nel XIV e XV, (oggi albergo – ristorante), domina con la sua alta torre un vasto parco ed un infinito panorama di colline. La chicca artistica di Santa Vittoria è nella chiesa di S. Francesco: una serie di affreschi quattrocenteschi, raffiguranti la Passione ed opera di un artista passato alla storia come maestro di Santa Vittoria. Anche la parrocchiale dell’Assunta propone opere di pregio, tra le quali una Madonna con Bambino, opera giovanile del grande Macrino d’Alba. Di recente aperura, la Gispoteca del Maestro scultore Giò Chiesa.
Nel 1969, il regista holliwoodiano Stanley Kramer trasse dal romanzo di Robert Crichton il film The secret of Santa Vittoria, con interpreti quali Anna Magnani, Anthony Quinn e Virna Lisi, ed Oscar per il miglior montaggio e la miglior colonna sonora. La trama cominciava così: Alla caduta del fascismo, il popolo di S. Vittoria - paese del Piemonte famoso per la qualità del suo vino - elegge sindaco un vinaio ubriacone, Italo. Qualche giorno dopo arriva la notizia che i tedeschi in ritirata vogliono impadronirsi di tutto il vino…
Nella piana, prima di salire al borgo, si incontra la frazione Cinzano, celeberrima per la produzione dello spumante. Anzi, per esserne stata una delle patrie elettive. Nella prima metà dell’800, il re Carlo Alberto aveva avviato la costruzione di un formidabile complesso di cantine sotterranee. L’opera non venne portata a termine; poi nel 1887, ormai famoso per i suoi vemouth prodotti a Torino, Francesco Cinzano acquistò una casa di proprietà reale per produrvi sia i vermouth che barolo, barbera, moscato. Si legge, in documenti del tempo, che questi ultimi "vennero specialmente perfezionati, e ridotti a squisiti vini spumanti, che cominciarono ad acquistare rinomanza per aroma e limpidezza". Da visitare la Cinzano Glass Collection (oggi Diageo).
Da qui partono i voli in mongolfiera su Langhe e Roero. A cura della pro loco, ogni anno si tengono manifestazioni che incontrano crescente successo.
Saliscendi, l’ultima domenica di maggio, è una passeggiata su e giù per i colli, durante la quale di tappa in tappa si consuma una portata di un menù completo diaperitivo, antipasto, primo, secondo, contorni, formaggio, dolce e sorbetto.
La Sagra del Moscato, in occasione della Festa Patronale, si tiene la prima settimana di settembre.
Tra dicembre e gennaio, Paese Natale trasforma vie, piazze e angoli suggestivi in altrettanti tappe di un "presepe del territorio".
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