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Un nome che viene da lontano…Sant’Albano è un toponimo raro se si pensa che deriva dal nome del Santo che fu il primo martire della chiesa inglese, il cui culto potrebbe essere stato importato quaggiù in epoca carolingia. Sullo scorcio del Mille, quando il borgo è citato nel primo documento storico, Sant’Albano è tutt’uno con la vicina Trinità; la situazione dura fino al 1412 quando la località, dopo essere stato a lungo contesa dagli astigiani e dai Visconti, è ormai proprietà dei principi di Acaja; l’ultimo di questi, Ludovico, infeuda Trinità ai Costa e Sant’Albano ai Beggiamo, che ne saranno signori per quasi trecento anni.
Un palazzo aristocratico di semplice architettura esteriore era la residenza quassù dei Nicolis di Robilant; a ridosso del 1750, Filippo Giovanni Nicolis, celebrato architetto, progettò la chiesa della Confraternita dei Disciplinanti, che culmina in un campanile elegante e slanciato. La chiesa Parrocchiale di Maria Vergine Assunta è opera dell’architetto militare Carlo Antonio Falconetti: otto colonne con capitelli corinzi ne movimentano la facciata; mentre l’interno, i cui decori risalgono alla metà dell’Ottocento, conserva un quadro raffigurante l’Assunta che viene attribuito a Giovanni Antonio Molineri. In fondo al paese, quasi a incombere sulla Stura, sorge il cosiddetto castello, in realtà un’elegante villa in forme settecentesche circondata da un bel parco.
Un modo piacevole di godere la straordinaria posizione di S. Albano, circondata da boschi e con una vista che dalla Stura spazia fino alle Alpi e al Monviso, è raggiungere uno dei tanti “affacci belvedere” a cui conducono le vie del centro, e… lasciar correre gli occhi
Sulla destra idrografica della Stura si estende l’oasi che prende il nome da una cappella campestre (la Madonnina, appunto) molto cara ai santalbanesi. Si tratta di un importante progetto di “rinaturalizzazione” di una cava estrattiva, la cui gestione è stata affidata all'"Associazione Naturalistica la Madonnina" fondata nel 1997.
Localizzata su un'importante rotta migratoria rappresentata dal corso del fiume Stura, l'oasi è inoltre diventata un'importante punto di riferimento per molte specie di uccelli che vi trovano possibilità di sosta e rifugio.
A Sant’Albano Stura ha sede l’Associazione Slowfly, che organizza voli in mongolfiera sul cuneese e sulle Langhe. Ed inoltre, corsi di avvicinamento al pilotaggio delle mongolfiere, con una parte teorica ed una in volo con l’istruttore. Chiunque ami questo tipo di esperienze si può associare.
Sant’Albano, la cui economia agricola si basa in gran parte sulla produzione delle uova, è immersa in belle campagne, dove è tuttora facile incontrare mandrie di mucche al pascolo. E proprio alla transumanza, non come ricordo, ma come pratica ancora in auge, Sant’Albano dedica ogni anno una fiera agricola, la seconda domenica di maggio. Mentre l’ultima domenica di agosto, nel corso della festa patronale di San Liberato, il paese rende omaggio ad una delle più tradizionali forme della merenda contadina alla piemontese: la soma d’aj, nella sua versione rustica e ruspante, in cui il pane viene condito con poco olio e poi robustamente sfregato con l’aglio.
Municipio, Via Vallari n. 10. Tel. 0172 - 67142
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