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Dai "cavalli da tiro" al… prode LeoneIl nome di Cavallerleone deriva dal termine latino caballarius, che indica un allevamento di cavalli; i romani chiamavanoinfatti "equus" il cavallo da monta e "caballus" quello da tiro e da fatica. Quando poi nel ‘200 Leone Nucetto divenne signore del luogo, ecco la nuova – ed attuale – denominazione di "Caballarius Leonis".
Sulla vasta piazza centrale sono riassunti tutti i passi più significativi della storia locale. Il Castello dei Nucetto, oggi diruto ma tuttavia suggestivo, risale all’XI secolo; il Palazzo Balbo – Ferrero, con eleganti logge di gusto rinascimentale è, per tutti, il "palazzotto"; risale alla fine del Cinquecento ed era residenza dei Balbo di Vinadio, signori del luogo a partire dal 1472.
La parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta ha origini tardo cinquecentesche; mentre la Confraternita di San Giuseppe e San Giovanni Battista ci offre l’occasione per scoprire l’arte di Giovanni Battista Bernero, nativo di Cavallerleone e protagonista di una grande carriera quale scultore della corte sabauda.
Girando per le vie del paese, la presenza dei tanti "consignori" è documentata ora da uno stemma affrescato su un muro, ora da altre eleganti ville, come quella dei Portesio, originaria del Seicento. Sulla strada per Racconigi, la bella villa Carron – Ceva è un bell’esempio di residenza signorile settecentesca, utile a ricordare che Cavallerleone vanta un singolare primato, quello di essere stato un territorio di nobiltà consortile: diverse famiglie infatti si nobilitarono con l’acquisizione di parte di questo feudo, vantandosi del titolo di consignori di Cavallerleone. Anche nelle campagne, non è raro incontrare eleganti tenute.
Dal 1752, data di costruzione, al 1936 quando cessò l’attività, fu uno fra i più importanti filatoi della zona, in ultimo proprietà della famiglia Ceriana, che gli ha lasciato il nome. Al suo interno sono ancora ben individuabili i diversi locali di lavorazione, dalla torcitura alla trattura alla sala per la raccolta dei bozzoli. È un grande documento di archeologia industriale,perfettamente inseribile nella "via della seta" cuneese (la nostra provincia era il Maggior produttore in quegli stati sabaudi che, soprattutto nel ‘700, detennero un autentico primato europeo).
Nato nel 1736 a Cavallerleone, morto nel 1796 a Torino, il Bernero fu un grande esponente della scuola sculturea piemontese del ‘700.Autore di viaggi di studio, dotato di forti interessi accademici, colloca la propria arte, come è stato sapientemente scritto, tra accademia romana e "gran teatro montano" e nell’ indugio tra barocco e neo- classicismo. Nelle Terre dei Savoia è frequente l’incontro con le sue opere.
Il primo maggio si tiene la Festa di San Giuseppe Artigiano, imperniata su manifestazioni popolari, giochi e gare per bimbi, serate enogastronomiche, rappresentazioni teatrali in lingua piemontese e l’immancabile ballo liscio. A luglio, Cena sotto le stelle per residenti e forestieri. La seconda domenica di agosto, Festa di San Romano. La prima domenica di settembre, Palio dei Paesi; l’ultima, raduno di auto d’epoca. A ottobre, il paese offre un Concerto all’autunno, con il raduno delle moto d’epoca e la tradizionale castagnata. Sotto Natale, Presepe vivente.
Municipio, Piazza Santa Maria n. 2. Tel. 0172 - 88003
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