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Un tuffo nel MedioevoLa via che attraversa il borgo propone ancora oggi l’atmosfera di una antica via maestra medievale: i bassi portici, le case in mattoni con finestre a bifore, il palazzotto della Credenza con la sua snella torre. Tutto conduce alla vasta piazza al termine della quale si erge l’attuale parrocchiale, in origine chiesa del monastero benedettino femminile, la cui fondazione è la più antica documentata sul nostro territorio.
Nel centro del paese, l’Arciconfraternita di Santa Croce (eretta nel 1668 su progetto del Lanfranchi) propone interni fastosi, soprattutto nel coro ove spiccano gli affreschi quadraturisti del modenese Dallamano. Di qui parte la via Maestra (oggi intitolata a Luigi Ornato, che fu un autentico protagonista ed “ideologo” del Risorgimento) a metà della quale belle finestre a bifora segnalano la Casa della Beata Caterina, mistica domenicana la cui prima biografia fu scritta da Gianfrancesco Pico della Mirandola e che, nativa di Racconigi, concluse la propria esistenza a Caramagna nel 1547. Nelle stanze sono conservati oggetti della sua vita quotidiana di tessitrice di bindelli di seta.
Di fronte alla Casa, il Palazzo della Credenza fu sede delle magistrature cittadine della Caramagna Medievale, che fu anche fiero libero Comune: sotto i suoi portici, sembra davvero che il tempo si sia fermato.
Pochi passi ed ecco l’antica Abbazia di Santa Maria, fondata nel 1028 dal marchese di Torino Olderico Manfredi e destinata a monache benedettine che si fecero spesso riprendere per alcuni “eccessi di vivacità”; più volte rimaneggiata, conserva opera d’arte dal XV al XIX secolo.
Infine, la cappella di San Rocco, costruita per invocare la fine della famosa peste “manzoniana” del 1630.
Sede di numerose attività artigianali ed industriali, che permettono un’occupazione di ben 2250 addetti in un borgo di 2854 abitanti, Caramagna è famosa sia per i suoi allevamenti bovini dai quali si ricava dell’ottima carne (in vendita in macellerieche vien da definire boutique), sia per i formaggi di fama nazionale.L’eccellente agricoltura locale segna il paesaggio con sterminate praterie, che offrono angoli di particolare fascino soprattutto nei pressi del così detto Bosco del Merlino.
Il quarto weekend di settembre il Comitato Festeggiamenti organizza la Festa patronale, dedicata alla Beata Caterina Mattei ed il cui culto è molto sentito.
Alla metà di giugno, il Gruppo Giovani promuove il famoso Fantarock e la grande festa di Natale, incentrata su un suggestivo Presepe vivente.
L’ultima domenica di ottobre, a cura delle varie associazioni, ecco poi la Sagra della Frittella, abbinata al Mercato dell’usato e dell’antiquariato. La sagra propone la novità delle “Frittelle d’Italia”, una forma originale di “gemellaggio” con località del nostro paese in cui le frittelle (dolci e/o salate) costituiscono una tradizione della buona tavola.
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